Dodici anni di galera per tutti
Qualcuno mi deve spiegare il rapporto di causa-effetto sottostante alla seguente affermazione:
"L'aggressione a Berlusconi ha evidenziato la necessità di intervenire sul fenomeno diffuso, caratterizzato da esortazioni alla violenza e all'aggressione mediante discorsi, scritti e interventi che, in virtù delle moderne tecnologie informatiche, riescono ad acquisire una rilevanza mediatica significativa"
Allora, se la rete è l'isola che non c'è; se noi siamo solo avatar e non cittadini italiani che hanno il solo torto di usare un mezzo diverso dal telefono, dalla radio e dalla televisione; se le uniche verità passano per il TG delle 20 oppure non esistono; se il popolo della rete è solo una proiezione mentale di pensieri in solitaria fuga da se stessi; se tutto quello che continuano a ripetere è vero, allora ... vogliamo il carcere virtuale. Basta che ci costruiscano una specie di Second Life Circondariale e i netizen disobbedienti avranno una punizione commisurata alla loro incorporeità.
Dodici anni di galera a uno che scrive "Tartaglia santo subito" (apologia di reato) non credo che l'avrebbe immaginato neanche George Orwell. In questo paese ormai conviene essere mafiosi, di solito la si fa franca: quando poi le cose dovessero mettersi male, una bella statuina di alabastro in faccia e si ottiene l'assoluzione politica e giudiziaria, immediata ed irrevocabile.
E la televisione? Perché si fa riferimento solo al telefono o a internet? Chi fa apologia di reato in televisione avrà l'immunità televisiva? O si vuole tutelare Ignazio La Russa, che possa continuare a dire (vedi video al minuto 3.58) "Possono morire tutti quelli che non vogliono il crocifisso"?
Lauro vuole risolvere un non problema - chiudere un gruppo su facebook è semplice e veloce già adesso -, creando viceversa un problema serio, che apre scenari inquietanti. Come stabilisci con precisione quando un commento potebbe mettere a rischio l'incolumità personale di qualcuno? Quando con esattezza si configura come possibile apologia di reato? Se io dico "Ben gli sta", riferito a un sonoro ceffone subito da un amico antipatico, è apologia di reato?
Il Senatore Raffaele Lauro appartiene alla vecchia guardia della politica. Arriva direttamente dal governo Spadolini. Nel 1985 si è reso "corresponsabile" della Legge Mammì, definita "Legge fotografia" o "Legge Polaroid" in quanto si limitava a legittimare la situazione televisiva già esistente. E' stato capo segreteria dei ministri Gava e Scotti. Andreotti l'ha nominato consigliere della Corte dei Conti. Figuriamoci se Berlusconi se lo faceva sfuggire. Certamente no, ma se è per questo neppure Prodi... Insomma: Raffale Lauro è un vero e proprio veterano, un navigato e consumato politico che avrà usato carta e calamaio per quarant'anni almeno.
Alle prossime politiche, cerchiamo di mandare a palazzo qualcuno che sappia almeno tenere in mano un mouse.
Se si potrà ancora fare..
















